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martedì 24 settembre 2024

Lavandaie a Vimodrone

 Da piccola sentivo e cantavo questa canzoncina. :

                                               

La bella lavanderina che lava i fazzoletti
Per i poveretti della città
Fai un salto, fanne un altro
Fai la giravolta, falla un'altra volta
Guarda in su, guarda in giù
Dai un bacio a chi vuoi tu

Non sapevo che anni dopo avrei effettuato delle ricerche sulle lavanderine di Vimodrone. Questa era una filastrocca popolare e lo storico Giorgio De Santillana aveva capito che nei miti e nelle fiabe ci sono dei riscontri metafisici. Anche in questa filastrocca.....ma io non voglio qua parlare delle asserzioni filosofiche della filastrocca , bensì di un lavoro molto duro che era appunto quello delle lavandaie e nello specifico di quelle Vimodronesi. 

Nel 2016 a Vimodrone ci fu un recital sui 150 anni di Vimodrone " Dalla nascita del Comune ai giorni nostri", le canzoni del Coro Incanto di Vimodrone ( di cui facevo parte e che purtroppo non c'è più) raccontano il difficile e duro lavoro delle "lavanderine". Il racconto che avevamo scritto era questo :  "Per fare il bucato le donne vimodronesi si recavano al lavatoio pubblico o lungo l'argine del Naviglio dove si trovavano delle pietre (ancora oggi visibili) sulle quali lavavano e risciacquavano in acqua corrente. Tra le due guerre mondiali anche a Vimodrone si svilupparono lavanderie artigianali. Si arrivò a contarne 22. Questa alta concentrazione è comprensibile se si pensa alla facilità con cui potevano procurarsi l'acqua, grazie al passaggio del Naviglio sul nostro territorio. Una lavanderia artigianale era dotata di rudimentali ma efficienti macchine. Una caldaia da 500 litri che forniva acqua a 100°; un cilindro lungo 2,50 m con diametro di 1 m e mezzo che ruotava e permetteva il candeggio, un po' come fa la lavatrice che abbiamo in casa; un torchio per centrifugare. Inoltre erano presenti 3 o 4 pietre che servivano alle lavandaie inginocchiate per una prima passata, obbligatoriamente a mano, per togliere le macchie più ostinate. Indispensabili spazzola, sapone e olio di gomito. Parlando con il maestro di Vimodrone Eugenio Reali (autore del testo del recital) mi raccontò che anche sua mamma era una lavandaia e che il lavatoio pubblico era fortemente utilizzato dalle donne vimodronesi, sulle quali (ahimè) pesava il duro compito del  bucato, così come erano utilizzate le pietre lungo il naviglio Martesana, delle quali resta ancora traccia. Ma i lavandai che svolgevano l'attività presso lavanderie artigianali dotate delle più moderne macchine per il periodo, non parlavano volentieri del lavatoio perché lo consideravano concorrenziale alla propria attività. Caldaie da 500 litri per fornire acqua a 100 gradi, cilindri ruotanti per candeggi e risciacqui e torchi per la strizzatura erano quanto di meglio potesse offrire la tecnologia del periodo. Accanto ad esse, trovava ancora pieno utilizzo il lavaggio a mano su pietra che svolgevano inginocchiati all'interno del "brelin" cioè una cassetta di legno con cuscino per rendere meno dolorosa la posizione in ginocchio. Accanto alle lavanderie non mancava il prato con i fili di acciaio inossidabile che, lucidati per bene, brillavano al sole, necessari per asciugare la biancheria.

Continuando le mie ricerche parlai con lo storico del paese Angelo Sozzani che mi riferì che il primo lavatoio (e non era un lavatoio) si chiamava il “guad” (in milanese piccolo corso d’acqua) ed era più in basso tra l'angolo di via San Remigio con via Piave e li andavano a bere le mucche degli Agnelli. Andava anche la gente a lavare, poi negli anni  '60 fu costruito quell'altro lavatoio (in via Piave 10) ma è stato pochissimo frequentato perché c'erano già le lavatrici .

Luglio 2023 mi recai con una persona del paese (la Sonia) che è molto interessata alla Vimodrone di un tempo, a visitare gli archivi del Golgi Redaelli ex ECA in quanto era presente appunto nei loro archivi una documentazione relativa alla costruzione del lavatoio di via Piave n.10 e non vi dico la mia felicità nel vedere mappe, visure catastali, foto e quant'altro. Una meraviglia, con personale molto disponibile che ci ha dato la possibilità di fotografare tutto ciò che ci interessava. Comunque quel lavatoio è stato costruito tra il 1954 e il 1957 a seguito di una privata scrittura di soppressione di tratta del cavo Tre Fontanili stipulata tra l’ECA e il Comune di Vimodrone . 

Io sono milanese e mia mamma mi raccontava che dove abitava a Milano ( anni 45/60) le lavandaie passavano a ritirare "la roba" da lavare il lunedì e la riportava pulita il giovedì. Questo mi è stato confermato dagli abitanti di Vimodrone.

Mie considerazioni sul lavatoio presente in via Piave n.10 : attualmente il lavatoio è in stato di abbandono, Restaurato potrebbe diventare un luogo di mostre, oltre ad essere l’ultima testimonianza del lavoro dei lavandai vimodronesi. Speriamo in un recupero repentino. Inserisco alcune mie foto del lavatoio presente e se ti è piaciuto il post non fare copia incolla ma condividilo citando la fonte, grazie per il gentile supporto 😊










domenica 5 novembre 2023

Case Rosse - Alberto Coco

 


Sono sempre in cerca di informazioni sul territorio di Vimodrone ed un post di Facebook mi ha attirato particolarmente. Un signore su un gruppo social scrisse :" Sono un ex vimodronese e sono un autore. Il mio nuovo romanzo, Case rosse, Luoghi Interiori, è ambientato a Vimodrone nei primi anni Settanta:...." e via di descrizioni . Cosa, cosa???? Caspita, mi sono detta, interessante. Contatto l'autore Alberto Coco per saperne di più, mi interessa molto la sua storia. E così, ci incontriamo con altri interessati del suo libro. L'incontro è stato piacevole e Alberto ci ha narrato del suo legame con Vimodrone; le sue radici sono proprio in questo paese, quando si trasferì da piccolo nell'estate del 1968. Ci ha raccontato aneddoti che sono riportati sul libro, personaggi, luoghi e tante tante storie veramente incredibili. "Ora molto è cambiato, -ci disse - le persone che conoscevo e che abitavano alle Case rosse, si sono trasferite e pochi conoscenti sono rimasti là".  Ho letto il libro, mi è piaciuto molto; è il piccolo Berto che narra ed è uno spaccato di vita incredibile visto con gli occhi di un bambino. Interessante sia da un punto di vista emotivo che sociologico. Non conosco bene quella zona di Vimodrone e così ho fatto delle ricerche sulle Case Rosse di via Cadorna : grazie al libro di Angelo Sozzani "Raccontare Vimodrone" ho avuto informazioni utili. Sozzani scrive che "...Nel periodo del boom economico vennero costruiti enormi casermoni, veri alveari umani..." (pag.72). Rovistando on line nell'Archivio di stato di Milano mi sono imbattuta nel Patrimonio archivistico Fondi ed inventari Prefettura di Milano cementi armati ed qui sono annoverate molte costruzioni di Vimodrone (e non solo anche altre città e paesi) con tanto di date e di nomi dei costruttori, tra questi ce ne sono molte di via Cadorna . Già nel libro Alberto parla di questi nuovi edifici nella periferia di Vimodrone, o meglio il papà di Berto "spiega che sindacato e democratici hanno creato una casa che non è solo un tetto sopra la testa". 

Insomma questo libro mi è piaciuto, è uno spaccato di vita vimodronese degli anni '70, la vita dei bambini/ragazzi di un tempo con tutti gli aspetti sociali legati al periodo. 

Bravo Alberto !!! Bravo Berto!!!

Foto di Alberto Coco ed il suo libro Case rosse ( dalla sua pagina Facebook)


mercoledì 15 giugno 2022

Vimodrone ed il Risorgimento


Ebbene sì, anche alcuni Vimodronesi parteciparono alle
Campagne Risorgimentali. Le Campagne vennero intraprese nel 1848, data inizio della Prima Guerra d'Indipendenza e terminarono nel 1870 data della Presa di Roma con la Breccia di Porta Pia. E' un periodo molto importante, la rivendicazione di Unità Nazionale che imperversava in tutta Europa, in Italia ebbe inizio già molto prima con le idee di grandi patrioti come Ciro Menotti, Giuseppe Mazzini e tanti altri. 

Cosa c'entra Vimodrone?

Scartabellando il web mi sono imbattuta in un fantastico portale "Progetto Torelli". Il Conte Torelli fondatore della "Società Solferino e San Martino" era un patriota che per primo sventolò il Tricolore dall’alto del Duomo di Milano durante le Cinque Giornate. Volle fondare nel 1870 tale società per perpetuare ed onorare la memoria dei Caduti nella sanguinosa battaglia del 24 Giugno 1859 a Solferino e San Martino e di tutti coloro che combatterono per l’Unità e l’Indipendenza d’Italia (come riportato sul sito). E così in questo bellissimo progetto grazie all'aiuto di studenti liceali che con l'alternanza scuola/lavoro hanno dato vita ad un archivio digitale incredibile, si trovano i soldati ed ufficiali che parteciparono alle varie campagne con tanto di numero di matricola, ecc.. Con il database ho così potuto trovare il mio trisnonno Giacomo che con suo fratello Tommaso furono protagonisti di queste campagne ed  esattamente nel 1859 ed 1860.

Quindi ho pensato di cercare se ci fossero dei Vimodronesi nel database e voilà ecco che mi appaiono dei nomi quali: Airaghi, Artesani, Brambilla, Castelli, Faini, Gironi, Lissoni, Longoni, Mambretti, Moretti, Passoni, Perego, Porta, Riva, Rocchi, Rosa, Rossi, Rovoni, Sanvito. Si trovano i nomi e la scheda da scaricare per ognuno, molto interessante. 

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Inserisco il link diretto per chi trovasse il nome del proprio avo :

Progetto Torelli - Risultati - San Martino e Solferino (solferinoesanmartino.it)

e quello del portale con informazioni utili 

Home - San Martino e Solferino (solferinoesanmartino.it)

Buona ricerca.

lunedì 29 novembre 2021

Ecomuseo Martesana




L'Ecomuseo Martesana è una associazione culturale nata per dare valorizzazione al territorio della Martesana, Adda, Milano est. Tempo fa sono stata contattata da un responsabile dell'Ecomuseo Martesana per avere informazioni più dettagliate sul territorio di Vimodrone perchè volevano inserire approfondimenti vimodronesi nel loro database. Mi sono resa disponibile a collaborare preparando schede informative su cascine che esistono ancora e quelle che non ci sono più e tanto altro presente nel territorio. Ho voluto coinvolgere in questo progetto anche il Sig. Angelo Sozzani che è uno storico del paese, lui è stato ben contento di aiutarmi. Così ho inviato informazioni dettagliate con foto, alcune mie ed alcune del Sig. Angelo. Vi lascio il link dell'Ecomuseo ed inserirò anche qua sul blog il mio contributo.

                       https://www.ecomuseomartesana.it/

Su Vimodrone :

                   https://www.ecomuseomartesana.it/?s=vimodrone





martedì 16 novembre 2021

Intervista ad Angelo Sozzani



Nel settembre 2017 intervistai il signor Angelo Sozzani,  autore di un bel libro “Raccontare Vimodrone”.  Un libro ricco di storia dagli albori fino ai giorni nostri. Subito gli chiedo come è nata l'idea di scrivere la storia di Vimodrone 

SOZZANI “Tutto  cominciò all'inizio degli anni 60 con delle fotografie perché sono appassionato di fotografia. Iniziai già dal liceo fotografando panorami in seguito anche Vimodrone. Ho partecipato anche ai primi concorsi che si facevano in parrocchia. Fotografando luoghi mi è venuta l’idea del libro anche perché fotografo da più di 40 anni così ho arricchito il libro con ricerche e  racconti degli anziani vimodronesi”. 

IO "La cosa che mi ha colpito in questo libro è la ricchezza non solo delle storie, delle fotografie ma anche la Vimodrone che scompare e quella che rinasce e che cosa mi può dire riguardo è a un bene che alcuni edifici non ci siano più o era meglio recuperare?"

Sozzani " Recuperare, magari non tutti, però alcuni edifici meritavano di essere recuperati. La cascina o il palazzo sono  storici, purtroppo è successo che si è lasciato andare con il degrado e ovviamente col passare del tempo sono rimasti solo dei ruderi. Il recupero doveva iniziare subito senza aspettare".

Io " Mi potrebbe raccontare qualche sua storia particolare legata alla Vimodrone che ora non c'è più?"

Sozzani " Più che la mia storia ce n'è una particolare che ho sentito ossia la storia di una strada che ora si chiama via poverello d'Assisi. C'era un personaggio che  si metteva moltissimi strati di pelle di pecora sulle spalle  per non farsi riconoscere e rapinava la gente, e veniva chiamato vicolo perotto. Altri ricordi sono quelli legati al Naviglio, noi da giovani andavamo a farci il bagno e a volte saltavamo sui barconi che navigavano sul naviglio, e a volte era pericoloso. Sul libro è scritta questa storia".

Io "Devo dire Signor Sozzani che il libro l'ho letto tutto ed è veramente bello conoscere l'identità del paese, la quotidianità di una volta che inesorabilmente ora è cambiata perché è cambiata la società. Grazie ad Angelo Sozzani per aver condiviso noi  questa storia".

L'intervista completa è su Spreaker :

https://www.spreaker.com/user/9911439/intervista-ad-angelo-sozzani-raccontare-

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venerdì 3 gennaio 2020

Ritrovamenti del passato

E' proprio giusto il titolo di questo post. Ritrovamenti del passato. In questo periodo sto effettuando delle ricerche personali riguardanti la mia famiglia o meglio i miei antenati. I miei avi erano originari della Lombardia e dell'Emilia Romagna. E vi chiederete cosa a a che fare tutto ciò con Vimodrone
Nessuno di loro era di Vimodrone ma cercando e spulciando nel web mi sono imbattuta in un portale molto interessante di Google. E così ho ritrovato questo libro : " Annuario d'Italia" del 1899.



Spulciando il libro sono riuscita a ritrovare una mia ava di Lodi. Sono inserite tuttavia moltissime città e sfogliando le pagine ho così ritrovato notizie interessanti Su Vimodrone.


Rimango sempre affascinata da ritrovamenti del passato. E così nel 1899 il Sindaco era il Sig. Guzzeloni Domenico. Gli abitanti erano 1651, Il Tramway postale per e da Milano faceva 7 corse ed il tragitto durava circa mezz'ora (ma non riporta il luogo di arrivo a Milano). Cita che Vimodrone è sito in un bel territorio attraversato dal Naviglio Martesana e la distanza da Milano dista 6 miglia, all'incirca 10 Km.
Si leggono nomi di panettieri, pizzicagnoli (venditori di generi alimentari), c'era una levatrice, chi produceva lo stracchino e presenti alcune osterie. 


Continuerò le mie ricerche lombarde con un occhio di riguardo su Vimodrone. Chissà che non ritrovi momenti particolari di lontana memoria.
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mercoledì 1 novembre 2017

Memorie fotografiche di Vimodrone

Avere una memoria storica del luogo dove si abita è interessante. Raccogliendo storie del paese e inserendole in una piattaforma radiofonica (metterò il link sotto) ho potuto notare come in tanti abbiano accolto favorevolmente questa voglia di riscoprire le proprie radici. La mia passione per la fotografia è stata utile in questo caso : un signore vimodronese mi ha aperto il suo locale pieno zeppo di memorie fotografiche ,per cui per me è stato fantastico "fotografare" foto di un tempo passato. In questo locale le foto sono ben esposte in quadretti, alcune sono sue personali, altre le ha raccolte nel tempo, o regalate, o sono cartoline. Quello che mi ha emozionato è osservare e cogliere quegli attimi che solo chi ha vissuto quei momenti, con la foto li ha potuto rendere unici. Tra tante che mi ha fatto vedere quella che mi ha colpito è il disegno fatto dal maestro Ballerani della chiesetta di Sant'Anna , che ora non c'è più. Il maestro aveva vissuto da piccolo in quella zona e si ricordava come era strutturata, quindi in seguito disegnata...almeno abbiamo una memoria di come fosse . Altre foto ricordano momenti di vita ed edifici che ora non vi sono più. Questa mia continua ricerca di come era Vimodrone è sempre ben accolta ed alcuni, a volte, rimangono meravigliati di ciò e sono ben contenti di narrare fatti a volte incredibili. 
Il mio ringraziamento va a questo gentile signore che mi ha dato il permesso di fotografare e pubblicare in questo mio blog i suoi quadretti fotografici.
Ecco di seguito una serie di foto .
Il link della piattaforma radiofonica è :  https://www.spreaker.com/user/9911439




La chiesa di Sant'Anna disegnata dal maestro Ballerani.




















































































































































































































martedì 29 novembre 2016

Itinerario storico

Siamo già a fine Novembre, il tempo passa....direi fugge ed io sono indietro con i post. Riprendo subito con un avvenimento passato a cui ho partecipato : l'itinerario storico ciclopedonale per il paese. Una riscoperta delle radici storiche di territorio promossa dall' associazione Gruppo Amici per Vimodrone in collaborazione con il CAI Vimodrone e Nuova Atletica Astro. Questo progetto, nato nell'ambito del 150esimo anniversario dell'autonomia del Comune, mi è piaciuto molto anche perchè abitando da poco tempo nel paese ho potuto vedere luoghi, come vecchie corti ristrutturate ed ascoltare le loro storie degli attuali abitanti . Alcune cascine sono state ristrutturate come ad es. Cascina Tre fontanili, altre invece sono state abbattute. Inserisco le varie soste che abbiamo fatto, alcune foto e un video. 
                                            
Partenza da Piazza Unità d'Italia davanti alla chiesa di San Remigio

Partenza da Piazza Unità d'Italia dalla chiesa di San Remigio.
Abbiamo iniziato con la spiegazione degli organizzatori della Curt dei Pulot , ex monastero, la  Curt de Mangiagai, che fu abbattuta negli anni '80 per far posto al nuovo Comune, abbattuto in seguito, ed che ora è una nuova piazza; i Cumbatent, dopolavoro con campo di bocce; Curt de Peduz, tutti questi luoghi si trovavano lungo  via Sant'Ambrogio . Si è continuato il percorso in via Poverello d'Assisi (detto el Strascieu ) con Curt de Brambilla ,Curt de Baruf, Curt de Galant, Casa padronale de l'Agnel. In via Sant'Anna abbiamo visto i Cumpagn, la Curt del Turc , la Chiesetta di Sant'Anna (era una cappella privata che purtroppo fu demolita nel 1973),  Cà del Tota,Curt de la filanda (vista solo esternamente) , Curt del Grass, Curt del Suzzan, Curt de latè, Curt del Magn, La Bergaminetta. 
                                           


Abbiamo visitato la Curt del Campesin e del Pepot. Abbiamo percorso via Crocifisso e ci siamo diretti verso la  Chiesa di Santa Maria Nova o del Pilastrello dove il maestro Gornati ha spiegato la storia della chiesetta. 
Chi era in bicicletta si è diretto verso la Cassinella-Cava ,per poi ricongiungersi con gli altri (che procedevano a piedi) che si sono diretti verso la Curt del Farinell. Qui in passato c'era un mulino ed un'osteria chiamata "Barchiroeull".
                                                 
Curt de la Filanda

Giunti al nuovo parcheggio in via Piave dei cittadini hanno ricordato il lavatoio e il cinema Astor che con l'anguriera non ci sono più. Si è proseguita la via Piave e si è arrivati al Ponte sul Naviglio, e abbiamo visto la Madonnina, il Bass del Punt, la  Curt Ascanio Moraia ed il Murales vicino alla metropolitana del maestro Gornati.
Giunti alla Cascina Tre fontanili, il maestro Ballerani ci ha illustrato le inferriate che ha creato con le storie e i posti principali di Vimodrone, in via Cesare Battisti abbiamo fatto tappa al vecchio Comune e alle scuole . Qui sorgeva anche l'industria tessile Ruggeri che ora non c'è più.
Si è effettuato poi un percorso in via San Remigio osservando : la Curt de l'Agnel e il suo giardino, Curt del Tress, Curt del Marchin, Giardin del Togn (osteria), Curt del Pin (lavandai), Curt del Marches (oggi c'è un fabbro), chiesa di San Remigio ed infine rientro verso Villa Torri dove alcuni vimodronesi che hanno abitato in tempo passato hanno raccontato storie di vita vissuta in questa bella villa che si spera si possa riqualificare
Una giornata alla riscoperta del territorio,per chi (come me) sapeva poco o nulla delle corti,dei loro abitanti e delle simpatiche storie che ci hanno raccontato chi vive ancora lì.



Di seguito un video con una raccolta di foto.



mercoledì 14 settembre 2016

La storia di Vimodrone - Parte seconda




Una serie di foto "anticate" che ho scattato nella primavera del 2016,si nota a sinistra la Cascina Melghera,in centro Santa Maria Nova e a destra il Naviglio Martesana

Nel post relativo alla Storia di Vimodrone parte prima ero arrivata a scrivere di un ordinamento comunale dell'anno 1261 dove in un testo si leggeva che Vimodrone  è citato come comune negli "Atti del Comune di Milano". Da qui in poi leggendo il testo di A.Sozzani sulla storia di Vimodrone molti furono i signori che successero nel "distretto di Milano" come ad esempio Azzone Visconti. Verso la fine del 1300 Vimodrone era un possedimento della Famiglia Pozzobonelli per poi passare nel 1690 al casato dei Visconti di Modrone. Dal sito del Comune di Vimodrone si legge che dal censimento del 1751 emerge che il comune era un piccolo comunetto con una e piccola cassina detta Sartirana  . Nell'Ottocento a Vimodrone le cascine erano delle verie e proprie comunita' e si estendevano nel territorio confinando con altri paesi partendo da un agglomerato centrale che si estendeva dal Naviglio fino a via Sant'Ambrogio. Nel 1861 alla formazione del Regno d'Italia ,Vimodrone aveva ,secondo un censimento dell'epoca, ben 1.301 abitanti ed in base alla legge sull'ordinamento comunale del 1865 veniva amministrato da un sindaco ,da una giunta e da un consiglio ( dal libro di A.Sozzani ). L'anno successivo avvenne  tuttavia un fatto : il consiglio comunale del 16 Dicembre 1866 decise di non aderire alle disposizioni del Prefetto che ordinavano l'unione con il comune vicino Cologno Monzese . Nella delibera si legge questo "il consiglio comunale all'unanimita' di voti,ha dichiarato di non annuire a tale unione " . E cosi' il comune che erainserito nel  mandamento II di Monza ,circondario di Monza eprovincia di Milano , era amministrato da un sindaco ,da una giunta e da un consiglio. 


Logo che l'artista Vincenzo Gornati ha preparato in occasione dell'anniversario di tale delibera
La popolazione era perlopiu' dedita all'agricoltura ed anche alla coltivazione del gelso per la seta.  Ai primi del Novecento il paese stava crescendo poco a poco,costruzione di nuove cascine,corti e gia' dopo la seconda guerra mondiale il paese si sviluppo' intorno al vecchio nucleo centrale. Con la crescita economica dell'Italia si ebbe la necessita' (nell'hinterland milanese) di costruire caseggiati , inoltre con la formazione di varie aziende si ebbero maggiori possibilita' di impiego e quindi purtroppo l'abbandono delle terre. Tante furono le modifiche strutturali che ebbe Vimodrone tra questi stravolgimenti paesaggistici e' stata la deviazione del corso del naviglio negli anni '60 per costruire la linea metropolitana. Il vecchio ponte (si dice molto antico ) venne abbattuto per far fronte alla modernità che con una velocità immane trasformò il paese. Tante cascine vennero abbattute,altre lasciate in rovina ,poche recuperate. Forse una volta non era così forte l'idea di recupero come adesso ,si voleva costrure a tutti i costi per accogliere nuovi abitanti. 
Vimodrone ora : ci sono molti quartieri, eterogenei , tante persone  mi raccontano le storie intorno alle cascine dove sono nati e cresciuti, con un pò di nostalgia . Peccato per qualche cascina /casa abbandonate che essendo di proprietà privata nessuno può far nulla : Cascina Melghera, cascina Baiacucco, Cà del Tota . 


Anche questa foto anticata è della primavera 2016


giovedì 11 agosto 2016

Villa Cazzaniga



Passeggiando lungo la ciclopedonale del Naviglio Martesana da Vimodrone verso Cernusco sul Naviglio si pùò notare la bella Villa Cazzaniga.


E' una bella Villa del 1700 più precisamente del 1764 . Villa Cazzaniga ha avuto nel corso dei tempi vari proprietari,una ricerca su google vengo a sapere che la Villa  era inizialmente di proprietà di un signore milanese tal Carlo Alberto Besozzi che aveva oltre a questa anche proprietà tra Cologno,Cernusco sul Naviglio e Carugate. Nel 1777 la villa fu acquistata dal Sig. Giovan Battista Mazzucconi . Durante il XIX secolo si sono succeduti vari proprietari : Sig. Bertarelli (1816) , Sig.  Rusca (1817) , Sig. Paolo Carrano (1838) Sig.ra Bellani (1841) , Sig. Buttafava (1884) fino ad arrivare nel XX alla famiglia Cazzaniga ed esattamente nel 1902.
Un bel percorso di vita questa villa. Ma com'è costituita ? Dal sito dei beni culturali della Lombardia vengo a sapere che al pian terreno si apre un portico a tre campate a tutto sesto;al piano superiore sono le aperture delle finestre. Inizialmente l'edificio aveva una forma a U ,ora ad L dato che il braccio ovest è stato demolito . Il braccio est presenta una Cappella con decorazioni neoclassiche. La parte più qualificante di tutto il complesso è sicuramente la corte volta verso il Naviglio ,qui infatti si ha un giardino con piante ed alberi . La cosa interessante che leggo nella descrizione della villa su questo sito e che non sapevo è che ".il lato lungo il canale termina in un muro di recinzione piuttosto bassa sul quale è inserita una balaustra in pietra,proveniente da una chiesa Milanese non più esistente (chissà quale ???ndr) e aperta al centro per mezzo di un cancello ...." . Bella questa villa e fantastica a vedersi durante i cambi di stagione. La Villa ovviamente è di proprietà privata e non si può visitarla , peccato mi sarebbe tanto piaciuto visitare e fotografare la Cappellina , vi lascio con una serie di foto che ho fatto in vari periodi stagionali. 

Un'esplosione di colori ,foto scattata in marzo

20 marzo 2016


Si nota sulla destra la Cappellina


Autunno 2015

Autunno 2015

11 Agosto 2016

11 Agosto 2016



La Cappellina 11 Agosto 2016


Ingresso laterale della Villa


La Villa Cazzaniga si trova in questa località detta Gacciolo


mercoledì 3 agosto 2016

Villa Torri



Villa Torri 


Passeggiando per il centro del paese , si nota lungo la via Sant'Ambrogio una antica dimora i cui proprietari era una famiglia nobile . E' una villa padronale del 1700 ,vengo a sapere che era una villa dove venivano a soggiornare i signori di Milano. 




Il portone di questa villa è originale e l'edificio è sotto la protezione della sovraintendenza alle Belle Arti e Paesaggio (Vimodrone è compresa nella zona Adda Martesana ) . A volte in questo edificio si svolgono delle mostre e proprio in occasione di una di queste entro nella villa .....mi appare in tutta la sua bellezza una fantastica Magnolia ,il famoso albero centenario di cui tanto avevo sentito parlare ma che non avevo ancora visto.


La Magnolia,albero centenario

Rimango veramente colpita dalla sua maestosità,veramente imponente,è del 1800. Spulciando su internet apprendo che a Vimodrone  ci sono circa 6.000 piante classificate ed ovviamente questa Magnolia è il Numero 1. Ci credo !!!!!
Questa villa è suddivisa a nord da un corpo padronale nel cui interno si notano dei camini.


Questo è uno di quelli che si nota entrando sulla sinistra




Un altro tipo di camino


Rimanendo nel cortile verso sinistra vi abitava il fattore mentre sulla destra c'erano le stalle.


C'erano le stalle ma purtroppo sono in rovina

Alle spalle della villa si trova il giardino ora Parco Torri.


Retro di Villa Torri


Una delle cose che mi ha più colpito di Villa Torri oltre all'albero centenario è l'orologio ,sono appassionata di meridiane,speravo di trovarne una qui dentro ma questo orologio lo trovo comunque interessante  .


orologio Torri

 Ma anche alcuni angolini veramente unici come questo.


Parte interna con scala che porta alle stanze


Mie considerazioni : è una bella villa,da mettere sicuramente in sicurezza e da riqualificare. E' un gioiellino del nostro paese di cui andare fieri. Speriamo in un prossimo futuro di rivederla bella com'era in passato.