sabato 14 febbraio 2026

Fiamma Olimpica Milano Cortina 2026 a Vimodrone

Rotonda in via Piave allestita per il passaggio della Fiamma Olimpica 
Foto Eleonora Longhi

Che emozione il passaggio a Vimodrone della Fiamma Olimpica !!!! In occasione delle Olimpiadi invernali 2026 la Fiamma Olimpica ha attraversata la nostra bella Italia. Partendo da Olimpia il 26 Novembre 2025 è arrivata in Italia il 4 Dicembre 2025 a Roma. 

Accensione Fiamma Olimpica da Olimpia - foto presa dal web

Il suo viaggio itinerante ha attraversato molte regioni, città, paesi...luoghi italiani di grande bellezza ed unicità. Ha emozionato semplici cittadini e sportivi; coinvolto molti tedofori esattamente 10.001, che hanno  accompagnato la torcia per 63 giorni e 12.000 km, attraversato 110 province italiane, e giunti a San Siro il 6 febbraio 2026. Così la torcia arrivata a Vimodrone ha emozionato tutti !!!! 


Il sindaco Dario Veneroni coni tedofori che hanno portato la Torcia Olimpica a Vimodrone
Foto della pagina Facebook del Comune di Vimodrone

Sono state coinvolte le scuole e le associazioni di Vimodrone, un tripudio di allegria lungo il suo percorso  che arrivando da Cologno Monzese ha attraversato il paese ( la torcia è entrata in via Giuseppe Garibaldi, proseguendo poi per via Piave, via San Remigio, piazza dell'Accoglienza, via IV Novembre, via 15 Martiri e via Monzese) e ha continuato verso Segrate ed altri paesi limitrofi per giungere poi infine a Milano. La Fiamma Olimpica è simbolo di pace, amicizia, e unione tra popoli, diffondendo  valori di sportività e fratellanza nel suo viaggio verso il braciere finale. Tra i tedofori di Vimodrone  ha partecipato il Sig. Giorgio Gibin di Segrate, i ragazzi di Kairos . Se qualcuno conosce i nomi degli altri tedofori sarei felice di inserirli qua sul blog. E' stato tutto bellissimo ed emozionante !!!

Di seguito alcune mie foto e un video su Youtube.


Tedoforo in via Piave
Foto Eleonora Longhi





Tedofora in via Piave
Foto di Eleonora Longhi



Foto Eleonora longhi


In piazza Unità d'Italia
Foto Eleonora Longhi




Il video del passaggio della Fiamma Olimpica a Vimodrone caricata sul mio canale youtube

martedì 24 settembre 2024

Lavandaie a Vimodrone

 Da piccola sentivo e cantavo questa canzoncina. :

                                               

La bella lavanderina che lava i fazzoletti
Per i poveretti della città
Fai un salto, fanne un altro
Fai la giravolta, falla un'altra volta
Guarda in su, guarda in giù
Dai un bacio a chi vuoi tu

Non sapevo che anni dopo avrei effettuato delle ricerche sulle lavanderine di Vimodrone. Questa era una filastrocca popolare e lo storico Giorgio De Santillana aveva capito che nei miti e nelle fiabe ci sono dei riscontri metafisici. Anche in questa filastrocca.....ma io non voglio qua parlare delle asserzioni filosofiche della filastrocca , bensì di un lavoro molto duro che era appunto quello delle lavandaie e nello specifico di quelle Vimodronesi. 

Nel 2016 a Vimodrone ci fu un recital sui 150 anni di Vimodrone " Dalla nascita del Comune ai giorni nostri", le canzoni del Coro Incanto di Vimodrone ( di cui facevo parte e che purtroppo non c'è più) raccontano il difficile e duro lavoro delle "lavanderine". Il racconto che avevamo scritto era questo :  "Per fare il bucato le donne vimodronesi si recavano al lavatoio pubblico o lungo l'argine del Naviglio dove si trovavano delle pietre (ancora oggi visibili) sulle quali lavavano e risciacquavano in acqua corrente. Tra le due guerre mondiali anche a Vimodrone si svilupparono lavanderie artigianali. Si arrivò a contarne 22. Questa alta concentrazione è comprensibile se si pensa alla facilità con cui potevano procurarsi l'acqua, grazie al passaggio del Naviglio sul nostro territorio. Una lavanderia artigianale era dotata di rudimentali ma efficienti macchine. Una caldaia da 500 litri che forniva acqua a 100°; un cilindro lungo 2,50 m con diametro di 1 m e mezzo che ruotava e permetteva il candeggio, un po' come fa la lavatrice che abbiamo in casa; un torchio per centrifugare. Inoltre erano presenti 3 o 4 pietre che servivano alle lavandaie inginocchiate per una prima passata, obbligatoriamente a mano, per togliere le macchie più ostinate. Indispensabili spazzola, sapone e olio di gomito. Parlando con il maestro di Vimodrone Eugenio Reali (autore del testo del recital) mi raccontò che anche sua mamma era una lavandaia e che il lavatoio pubblico era fortemente utilizzato dalle donne vimodronesi, sulle quali (ahimè) pesava il duro compito del  bucato, così come erano utilizzate le pietre lungo il naviglio Martesana, delle quali resta ancora traccia. Ma i lavandai che svolgevano l'attività presso lavanderie artigianali dotate delle più moderne macchine per il periodo, non parlavano volentieri del lavatoio perché lo consideravano concorrenziale alla propria attività. Caldaie da 500 litri per fornire acqua a 100 gradi, cilindri ruotanti per candeggi e risciacqui e torchi per la strizzatura erano quanto di meglio potesse offrire la tecnologia del periodo. Accanto ad esse, trovava ancora pieno utilizzo il lavaggio a mano su pietra che svolgevano inginocchiati all'interno del "brelin" cioè una cassetta di legno con cuscino per rendere meno dolorosa la posizione in ginocchio. Accanto alle lavanderie non mancava il prato con i fili di acciaio inossidabile che, lucidati per bene, brillavano al sole, necessari per asciugare la biancheria.

Continuando le mie ricerche parlai con lo storico del paese Angelo Sozzani che mi riferì che il primo lavatoio (e non era un lavatoio) si chiamava il “guad” (in milanese piccolo corso d’acqua) ed era più in basso tra l'angolo di via San Remigio con via Piave e li andavano a bere le mucche degli Agnelli. Andava anche la gente a lavare, poi negli anni  '60 fu costruito quell'altro lavatoio (in via Piave 10) ma è stato pochissimo frequentato perché c'erano già le lavatrici .

Luglio 2023 mi recai con una persona del paese (la Sonia) che è molto interessata alla Vimodrone di un tempo, a visitare gli archivi del Golgi Redaelli ex ECA in quanto era presente appunto nei loro archivi una documentazione relativa alla costruzione del lavatoio di via Piave n.10 e non vi dico la mia felicità nel vedere mappe, visure catastali, foto e quant'altro. Una meraviglia, con personale molto disponibile che ci ha dato la possibilità di fotografare tutto ciò che ci interessava. Comunque quel lavatoio è stato costruito tra il 1954 e il 1957 a seguito di una privata scrittura di soppressione di tratta del cavo Tre Fontanili stipulata tra l’ECA e il Comune di Vimodrone . 

Io sono milanese e mia mamma mi raccontava che dove abitava a Milano ( anni 45/60) le lavandaie passavano a ritirare "la roba" da lavare il lunedì e la riportava pulita il giovedì. Questo mi è stato confermato dagli abitanti di Vimodrone.

Mie considerazioni sul lavatoio presente in via Piave n.10 : attualmente il lavatoio è in stato di abbandono, Restaurato potrebbe diventare un luogo di mostre, oltre ad essere l’ultima testimonianza del lavoro dei lavandai vimodronesi. Speriamo in un recupero repentino. Inserisco alcune mie foto del lavatoio presente e se ti è piaciuto il post non fare copia incolla ma condividilo citando la fonte, grazie per il gentile supporto 😊










domenica 5 novembre 2023

Case Rosse - Alberto Coco

 


Sono sempre in cerca di informazioni sul territorio di Vimodrone ed un post di Facebook mi ha attirato particolarmente. Un signore su un gruppo social scrisse :" Sono un ex vimodronese e sono un autore. Il mio nuovo romanzo, Case rosse, Luoghi Interiori, è ambientato a Vimodrone nei primi anni Settanta:...." e via di descrizioni . Cosa, cosa???? Caspita, mi sono detta, interessante. Contatto l'autore Alberto Coco per saperne di più, mi interessa molto la sua storia. E così, ci incontriamo con altri interessati del suo libro. L'incontro è stato piacevole e Alberto ci ha narrato del suo legame con Vimodrone; le sue radici sono proprio in questo paese, quando si trasferì da piccolo nell'estate del 1968. Ci ha raccontato aneddoti che sono riportati sul libro, personaggi, luoghi e tante tante storie veramente incredibili. "Ora molto è cambiato, -ci disse - le persone che conoscevo e che abitavano alle Case rosse, si sono trasferite e pochi conoscenti sono rimasti là".  Ho letto il libro, mi è piaciuto molto; è il piccolo Berto che narra ed è uno spaccato di vita incredibile visto con gli occhi di un bambino. Interessante sia da un punto di vista emotivo che sociologico. Non conosco bene quella zona di Vimodrone e così ho fatto delle ricerche sulle Case Rosse di via Cadorna : grazie al libro di Angelo Sozzani "Raccontare Vimodrone" ho avuto informazioni utili. Sozzani scrive che "...Nel periodo del boom economico vennero costruiti enormi casermoni, veri alveari umani..." (pag.72). Rovistando on line nell'Archivio di stato di Milano mi sono imbattuta nel Patrimonio archivistico Fondi ed inventari Prefettura di Milano cementi armati ed qui sono annoverate molte costruzioni di Vimodrone (e non solo anche altre città e paesi) con tanto di date e di nomi dei costruttori, tra questi ce ne sono molte di via Cadorna . Già nel libro Alberto parla di questi nuovi edifici nella periferia di Vimodrone, o meglio il papà di Berto "spiega che sindacato e democratici hanno creato una casa che non è solo un tetto sopra la testa". 

Insomma questo libro mi è piaciuto, è uno spaccato di vita vimodronese degli anni '70, la vita dei bambini/ragazzi di un tempo con tutti gli aspetti sociali legati al periodo. 

Bravo Alberto !!! Bravo Berto!!!

Foto di Alberto Coco ed il suo libro Case rosse ( dalla sua pagina Facebook)


martedì 20 giugno 2023

Tutti pazzi per i Murales : Airone cenerino

Chi mi conosce sa della mia passione per i Murales. Da Milano a Londra, ho fotografato alcuni dei murales che più mi hanno colpito. A Milano bellissimi i Murales di Mr Blob in zona Garibaldi; il Murales dedicato a Nelson Mandela alla Fabbrica del Vapore; quelli in Colonne dedicate alla storia con i personaggi  del passato come Giuseppe Verdi, Napoleone, Attila e Sant’Ambrogio; quelli sui Navigli ed i bellissimi all'Ortica. Questi sono solo alcuni dei murales che ho fotografato ma tantissimi ancora da scattare. E quelli visti a Londra???? Sono rimasta incantata; bellissimi sono anche quelli di Camden Town, unici. 

A Vimodrone è scoppiata la "Muralesmania". Artisti italiani di street art, molto conosciuti, sono passati anche qua a Vimodrone e devo essere sincera alcuni mi piacciono, altri molto molto meno pur apprezzando lo stile di questi artisti. Nomi come Ivan, Gola Hundun, Simone Brullo, 2501 e Fijodor Benzo, bravissimi. 

Però....però.....c'è solo uno che mi piace da morire! 

Il Murales dedicato al mio "Gino" l'Airone cenerino !!!!!!


Nel 2021 lo street artist Refreshink arriva a Vimodrone per abbellire l'impianto di E-distribuzione (Enel), nasce così il bellissimo "Airone della Martesana". Si trova easattamente in via Angelo Cazzaniga 69 Vimodrone. Mi piace molto in quanto è un Murales appropriato per il luogo. Natura e Fauna sono gli elementi principali, proprio come il corso del Naviglio Martesana. Si nota una sorta di aureola attorno al capo dell'airone, l'aureola esalta il suo lato "sacro", simbolo di sapienza e di indipendenza. Si rimane incantati davanti a quest'opera, apprezzata da molti viene immortalato negli scatti delle persone che passeggiano lungo il Naviglio Martesana.

Sotto uno scatto "Airone con Beckie" la mia cagnolina....notare la stessa posizione e sguardo verso il Naviglio 😀

Se ti è piaciuto il post non fare copia incolla ma condividilo citando la fonte, grazie per il gentile supporto 😊



giovedì 15 giugno 2023

Scultura Urbana a Vimodrone: Reperto per un fiore contemporaneo

Novembre 2011, a Vimodrone venne inaugurata una scultura particolare : Reperto per un fiore contemporaneo

Rotonda incrocio via Piave con via Garibaldi

Nel 2011 venne indetto un concorso "Y Pub Art 2011/Assetati di Creatività" per un progetto di arredo urbano. L’iniziativa è stata promossa dalla Provincia di Milano, dal Comune di Vimodrone e realizzata con Ricoh Italia . La location identificata per installare l'opera era la rotonda tra via Piave e via Garibaldi; tra i molti progetti giunti venne premiato quello dell'artista Carmine Chicco Sabbatella il secondo premio a Veronica Cestari, con l’opera “Casette”, infine il terzo premio a Simone Bonetta e Andrea Guerra con l’originale “Dardo Romantico” 

La premiazione dei vincitori del concorso nazionale di arte contemporanea per giovani artisti “Y-PUB ART/Assetati di creatività” si svolse a Milano nella sala Affreschi di Palazzo Isimbardi. L'opera vincitrice di Carmine Sabbatella è veramente imponente e le sculture saltano subito all'occhio. 




Si tratta di tre elementi in ferro forgiato alti 6 metri, l'artista ha utilizzato i colori dello stemma di Vimodrone : il giallo per la foglia di granturco, il rosso per la pianta di bambù e il blu per la Palma. Queste tre foglie rappresentano per l'artista il connubio tra natura e urbanizzazione. 

Nel cartello dedicato all'opera è così scritto : " Introdurre nello spazio abitativo i valori dell'eleganza attraverso l'essenzialità, la bellezza che si afferma mediante l'atto plastico di concentrazione sulla natura; alla monumentalità naturale dell'albero risponde in forma di colloquio la tesa elevazione simbolica delle tre foglie, la loro leggerezza linearità, l'imprevista tensione minimale."



Mi piace molto quest'opera, l'impatto visivo è fenomenale. Complimenti all'artista che ha voluto rendere Vimodrone ospitale con queste opere legate al rapporto fra urbanizzazione e natura. 

Di seguito la foto trovata on line dal sito informazione.it la premiazione di Carmine Sabbatella con il sindaco di Vimodrone Dario Veneroni, l'assessore alle politiche giovanili della Provincia di Milano Cristina Stancari.

Ecco l' articolo

Dalla pagina Facebook di Carmine Sabbattella la foto dell'inaugurazione, scatto molto bello.



Se ti è piaciuto il post non fare copia incolla ma condividilo citando la fonte, grazie per il gentile supporto 😊


Cliccare Qua per vedere il post di Facebook dell'artista. 


giovedì 1 giugno 2023

Il Giardino della Memoria

A Vimodrone in via Piave angolo viale Martesana c'è un giardino unico del suo genere : Il Giardino della Memoria. 



Un grande artista Vimodronese Piergiorgio Ballerani (1939- 2022) ha progettato una sorta di museo a cielo aperto quale appunto il Giardino della Memoria. 

Faccio un passo indietro. 

Conobbi il maestro Ballerani appena giunta a Vimodrone, mi parlò delle sue opere, visitai il suo laboratorio e mi colpì molto la sua capacità di raccontare la natura, il mondo, i personaggi con una semplicità allegorica unica. Mi accompagnò alla visita del suo Giardino della Memoria, che, come disse lui e come scritto sulla bacheca, è appunto uno spazio d'incontro per tutti: dagli alunni agli adulti. Osservando ciascuna opera si può notare le differenti tecniche artistiche. Ha utilizzato materiali come ferro, alabastro, legno, cemento, acciaio e materiali di recupero.




Ogni opera è numerata e descritta in modo dettagliato:

1) Donna con cesto (Ospitalità) 2000: Ferro dipinto in bianco 70x70. 

2) L'uomo oggi - ricerca di una sua identità (2000) : Alabastro, plastica e ferro cm33xh 66. 


3) Personaggio e comunità - Scultura rotante (1992) Clessidra ferro/legno dipinto h cm 280 base 40x50. 

4) Maternità (1985) Scultura di cemento dipinto, modellata a mano, senza ausilio di stampi cm 120x90x130


5) Continuità della vita (1992) Scultura rotante -clessidra-ferro/legno dipinto base cm 50x50 h 280

6) Fondo Marino - Tema ecologico (1960) Scultura realizzata con ferro di recupero dipinto con inserimento di vetro cattedrale base cm 40x130


7) Armonie marine- Tema ecologico. Scultura realizzata con ferro di recupero dipinto con inserimento di vetro cattedrale diametro cm 80

8) Arlecchino che salta la corda (1992). Tecnica acciaio cm 240x100




9) Personaggio con sfera (1990) Scultura in cemento cm 210x30

10) Desiderio di Pace (1999). Scultura in ferro dipinto mt1,5x1,5x5





11) Macchina Agricola  anni 1920/1930 (voltafieno) cm 180x80

12) Ricordo di un cortile (2011). Pannello in ferro mt5x2



Queste sono le Opere presenti nel Giardino della Memoria, ma a Vimodrone tante sono le opere del maestro Ballerani, le più conosciute sono sicuramente le cancellate in ferro battuto sparse per il paese che ricordano il tempo ed i luoghi passati.
In alcune occasioni nel giardino appaiono opere che ricordano alcuni eventi come il Natale ed il Giorno della Memoria.




Mi ricorderò sempre dello spirito deciso ed energico del maestro. e se passate da Vimodrone non mancate di venire ad osservare le opere di questo unico Giardino della Memoria. E' decisamente istruttivo.
Se ti è piaciuto il post non fare copia incolla ma condividilo citando la fonte, grazie per il gentile supporto 😊




sabato 1 ottobre 2022

"Oltre la soglia" di Agostino Ferrari in piazza Martesana


Un altro grande artista, anzi Artista con la A maiuscola, ha lasciato il segno a Vimodrone...e che segno. L'Artista è il Maestro Agostino Ferrari, il quale racconta le sue emozioni utilizzando il segno come espressione creativa. L'artista milanese inizia la sua attività pittorica negli anni '60 ciò che ritrae è principalmente la periferia industriale milanese. La sua ricerca artistica lo porta ad una forma d'arte astratta. Ho letto un interessante articolo del Prof. Ugo Volli, professore onorario di Semiotica del testo all'Università di Torino, che spiega che l'arte del Ferrari potrebbe tradursi in un "surrealismo astratto, cioè di una violazione morbida e accogliente delle strutture di senso in cui abitiamo, di un’eversione del significato del mondo" (qui il link). Nei suoi quadri si denotano movimenti spaziali, con un contenuto segnico, tipico nelle opere dell’artista. Così nel 2007 Agostino Ferrari ha creato un opera veramente intensa  presso la fontana di piazza Martesana a Vimodrone. La ditta Valdadige Costruzioni di Verona e il gruppo Land (Landscape Architecture) di Milano, hanno incaricato l’artista di eseguire tre opere murarie di grandi dimensioni (circa metri 4×8) che ha eseguito nel 2007 su uno specchio d’acqua, la Fontana. Le sue opere sono dinamiche e anche in questa occasione lo si può notare; utilizza materiali speciali come ad es. la sabbia nera di Otranto. Queste opere sono state donate dalla Valdadige alla comunità. Il Segno come espressione. Devo dire che sono rimasta affascinata da quest'opera, è veramente piacevole, è chiamata "Oltre la soglia". 

Ecco di seguito una carrellata di mie foto, ed una dell'artista dalla sua pagina Facebook


Scorcio sia laterale che primo piano

In una giornata dove la "schighera" (la nebbia milanese) era apparsa con impeto, ho avuto modo di scattare una foto particolare alla fontana 

           
Fontana con nevicata


Giochi d'acqua nella fontana


Dalla pagina Facebook dell'artista Agostino Ferrari

Se ti è piaciuto il post non fare copia incolla ma condividilo citando la fonte, grazie per il gentile supporto 😊